La ricerca e produzione di idrocarburi in Italia comprende attività industriali quantitativamente rilevanti e qualitativamente impegnative. Esse vengono svolte in un paese fortemente urbanizzato, con importanti esigenze paesaggistiche e monumentali da salvaguardare e in presenza di situazioni ambientali e idrogeologiche spesso molto delicate.

Consapevole delle criticità esistenti, l’industria petrolifera per la ricerca e produzione di idrocarburi, ha sempre operato con standard e prevenzione tra i più sofisticati ed efficaci. Fino ad oggi, prevalentemente negli ultimi 50 anni, sul territorio nazionale (sia a terra che a mare) sono stati perforati più di 7000 pozzi, costruiti molti chilometri di gasdotti, oleodotti e decine di impianti di produzione. Tutta questa ingente attività non ha interferito in maniera significativa con l’ambiente o apportato danni a persone o cose. L’attività di ricerca e produzione di idrocarburi non deve essere confusa con quella di raffinazione.

La risorsa minerale “idrocarburi” è proprietà dello Stato e le attività di ricerca e produzione sono considerate di interesse pubblico. Esse vengono effettuate da società altamente specializzate in un regime giuridico di “concessione” attraverso l’attribuzione di un titolo minerario che prende il nome di Permesso di Ricerca (per la fase di ricerca) o di Concessione di coltivazione (per la fase di produzione).

Le procedure amministrative per i diversi titoli minerari sono gestite dall’Ufficio Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse (UNMIG) del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE). In Sicilia, in quanto regione autonoma, le procedure sono gestite dall’URIG – Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia che fa capo all’Assessorato Energia. All’interno del permesso di Ricerca la società effettua una serie di attività con lo scopo di verificare se, in quella determinata area, vi siano le condizioni naturali necessarie ed indispensabili per la generazione e l’accumulo di idrocarburi. In sintesi queste attività ricostruiscono la storia geologica di un territorio attraverso studi di geologia di superficie, analisi dei dati di sottosuolo di pozzi vicino l’analisi dei dati geofisici. La perforazione di un pozzo è l’atto conclusivo, se vi sono i presupposti, di questo lungo e complesso percorso di ricerca.

In sintesi l’iter autorizzativo che porta a produrre idrocarburi da un potenziale giacimento può essere riassunto nelle seguenti fasi:

  • La società interessata all’esplorazione di una determinata area presenta un’istanza di permesso di ricerca all’U.N.M.I.G. del MiSE o all’Assessorato Energia e URIG in Sicilia;
  • Per ottenere il Permesso di Ricerca la società richiedente deve presentare uno Studio di Impatto Ambientale;
  • Ottenuto il permesso di ricerca, la Società richiedente esegue delle indagini non invasive e studi geologici per individuare le aree del sottosuolo dove si potrebbe essere sviluppato un accumulo di idrocarburi;
  • Nel caso, durante la fase di studi, dovesse essere individuata un’area di possibile accumulo di idrocarburi, il soggetto titolare del permesso prosegue l’iter tecnico-amministrativo richiedendo l’autorizzazione per la perforazione di un pozzo esplorativo. Il pozzo esplorativo consente di accertare l’esistenza di un giacimento ed eventualmente valutarne l’economicità– la dimensione e qualità degli idrocarburi presenti. In questa fase la società richiedente è tenuta a presentare uno Studio di Impatto Ambientale molto dettagliato e prima di procedere alla perforazione del pozzo deve ottenere parere positivo dal Ministero dell’Ambiente e dall’Assessorato all’Ambiente della regione Sicilia (per i permessi ricadenti nel territorio siciliano). Nel caso, durante la fase di esplorazione, non vengano individuate aree di interesse minerario il progetto viene abbandonato
  • In caso di esito positivo, e quindi con il ritrovamento accertato di idrocarburi nel sottosuolo, l’iter si conclude con un’ulteriore richiesta: l’istanza di concessione per lo sviluppo e coltivazione del giacimento, corredata dal programma dei lavori e di tutti gli elementi di natura tecnica ed economica necessari. Anche in questa fase è obbligatorio presentare uno Studio di Impatto Ambientale e ottenere i necessari pareri positivi dai competenti uffici (statali o regionali)