La storia del petrolio a Ragusa è molto antica. Addirittura ai tempi degli antichi romani esistevano degli affioramenti naturali di petra oleum (olio di roccia), nella zona della foce del fiume Irminio.

Ma possiamo andare ancora più lontano se si prende in considerazione quella che nel ragusano viene chiamata pietra pece, ovvero pietra calcarea impregnata di petrolio: le prime testimonianze della lavorazione della pietra pece risalgono a epoche pre-elleniche con alcuni sarcofagi trovati in contrada Tabuna, nella periferia sud di Ragusa.

Ragusa-pertrolio

Per non parlare delle pavimentazioni di alcuni tra i più bei monumenti del ragusano, che presentano splendidi basamenti neri in roccia asfaltica o pietra pece: dal Castello di Donnafugata alla Cattedrale di San Giovanni a Ragusa o al Duomo di San Giorgio a Ibla.

A partire dal 1693 in poi, dopo il devastante terremoto che sconvolse tutto il sud est della Sicilia, non c’è casa a Ibla, a Ragusa, a Scicli, a Modica e in molti altri comuni della provincia, che non abbia i gradini delle scale, le piastrelle per i pavimenti o i balconi in roccia asfaltica.

In tempi più recenti, tra la metà del XIX secolo fino a dopo la seconda guerra mondiale, questa pietra nera ha costituito per Ragusa un volano economico determinante per lo sviluppo della città. La pietra asfaltica – il bitume – di Ragusa era conosciuta in tutto il mondo: il materiale veniva esportato per asfaltare strade e per estrarre olii lubrificanti e combustibili. Migliaia di lavoratori hanno prestato la loro opera quotidiana in questa filiera industriale fino a metà degli anni ’60, quando le miniere di bitume furono abbandonate e questa attività si avviò al declino.

Ma pochi anni prima, circa a metà degli anni ’50, il ragusano trovò di nuovo fortuna nel petrolio grazie alle attività di estrazione e coltivazione dei giacimenti di cui il sottosuolo ragusano è ricco. Nel 1953 infatti fu scoperto il giacimento di Ragusa dalla compagnia americana Gulf.

In termini geologici, il territorio ragusano è tra i più prolifici al mondo per generazione di idrocarburi. Lo testimoniano, oltre alla pietra pece, alle manifestazioni superficiali di bitume e i giacimenti scoperti negli ultimi 62 anni, anche il rinvenimento in pozzi ad acqua di petrolio più o meno denso. Il petrolio nel ragusano fa parte del contesto naturale.

Da allora sono stati perforati diversi pozzi dai quali è stato estratto sia gas naturale sia petrolio. Nella storia dell’estrazione di idrocarburi nel ragusano non risultano incidenti significativi o che abbiano causato danni all’ambiente.

Oggi nella provincia di Ragusa sono operativi 28 pozzi produttivi a gas o a petrolio compresi in cinque concessioni di coltivazione.