Il progetto complessivo prevede le seguenti fasi:

1. Realizzazione della piazzola di perforazione
Nell’area della piazzola si possono individuare quattro zone: zona impianto costituita da una cantina di perforazione per avampozzo e un solettone in calcestruzzo per l’appoggio dell’impianto di perforazione (A); zona bacini di stoccaggio provvisorio fluidi esausti ed acqua industriale per la perforazione (B); area adibita a servizi e strutture logistiche mobili (C); area parcheggio (D).
piazzola

2. Attività di perforazione dei pozzi
Ai fini di minimizzare l’impatto ambientale dell’intervento, è previsto il raggruppamento dei due pozzi in un’unica postazione (detta Cluster), da cui partono sia i nuovi pozzi di accertamento sia gli eventuali pozzi di sviluppo (senza ulteriori interventi sul territorio). In questo modo i pozzi condividono una cantina (come dire una collocazione) unica, opportunamente dimensionata per accogliere le due teste pozzo, e tutti i sistemi di controllo e protezione dell’area.
La postazione cluster prevista dal progetto oltre a offrire vantaggi da un punto di vista ambientale e impiantistico, permette di ottenere notevoli risparmi in termini di tempi e costi di utilizzo degli impianti di perforazione, in quanto i cluster consentono di perforare i pozzi spostando su apposite slitte l’impianto di perforazione.
La profondità dell’obiettivo minerario è a circa 2.600/2.700 metri. La tecnica utilizzata si baserà sull’impiego di uno scalpello che ruotando esercita un’azione di scavo. Il raggiungimento dell’obiettivo minerario avviene attraverso la perforazione di fori di diametro via via inferiore protetti da tubi metallici (casing), uniti tra loro da apposite giunzioni le cui spalle sono cementate con le pareti del foro. In tal modo si isolano gli strati rocciosi, evitando connessioni fra le formazioni attraversate, i fluidi in esse contenuti, il foro e i fluidi che in esso circolano.

Figura 3 – Lo scavo del pozzo e la sua impermeabilizzazione

Figura 3 – Lo scavo del pozzo e la sua impermeabilizzazione

Per facilitare lo scavo si devono utilizzare dei fluidi che di fatto servono sia a contrastare, con la loro pressione, l’ingresso dei fluidi presenti nel terreno all’interno del foro, sia a portare in superficie le rocce scavate. Come per la perforazione del pozzo a Buglia Sottana, per l’attività di scavo fino a una profondità di circa 200 metri (quota al di sotto delle falde acquifere normalmente utilizzate per uso umano o animale) si procederà iniettando esclusivamente acqua per evitare qualsiasi eventuale contaminazione accidentale delle falde acquifere. A partire dalla quota -200 metri, si procederà utilizzando fluidi di perforazione biodegradabili non inquinanti.

3. Prova di produzione
Al termine della perforazione, al fine di verificare la produttività del giacimento, verranno effettuate prove di produzione per una durata indicativa di alcune settimane.
L’eventuale messa in produzione del pozzo, oltre che ai risultati delle prove di produzione, è subordinata all’ottenimento della necessaria autorizzazione di compatibilità ambientale, prevista dalla vigente normativa, per cui sarà necessario un apposito iter autorizzativo nazionale.

4. Attività conclusive e scenari operativi
In funzione dei risultati ottenuti dalla prova di produzione sono possibili i seguenti scenari:

  1. Nel caso l’esito risultasse negativo (pozzo sterile o la cui produttività non sia ritenuta economicamente valida), il pozzo verrà “chiuso minerariamente” e si procederà alla messa in sicurezza e al ripristino ambientale della postazione alle condizioni preesistenti l’esecuzione del pozzo.
  2. Nel caso l’esito del sondaggio risultasse positivo, il pozzo verrà “completato” e allacciato alla produzione. Il completamento ha lo scopo di predisporre alla produzione in modo permanente e in condizioni di sicurezza il pozzo perforato.