Le compagnie petrolifere che estraggono idrocarburi in Italia devono versare allo Stato una percentuale del valore del greggio o gas estratto, chiamata comunemente royalty.

Nel nostro Paese le royalties per le produzioni a terra sono attualmente del 10% (a seguito dell’incremento del 3% introdotto nel 2009), mentre per produzioni a mare è del 7% per il gas e del 4% per il petrolio, e sono applicate sul valore di vendita delle quantità prodotte. Le royalties per le produzioni di idrocarburi in terraferma sono ripartite per il 55% alle Regioni, il 30% allo Stato e il 15% ai Comuni.

In Sicilia, in base alla Legge Regionale n. 9 del 15 maggio 2013, le royalties su terraferma sono state elevate dal 10 al 20% (sono state eliminate le franchigie), e sono così ripartite: 1/3 alla Regione e 2/3 al Comuni nei cui territori ricade il giacimento. Secondo la Legge regionale n.9 “i comuni destinano tali risorse allo sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, all’incremento industriale e ad interventi di miglioramento ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche e le coltivazioni”.