La ricerca petrolifera si è sviluppata nel tempo con l’applicazione di tecniche e metodologie di studio sempre più avanzate e raffinate. Grazie al progresso delle metodologie geofisiche e delle conoscenze geologiche è stato possibile studiare aree sempre più complesse. La ricerca petrolifera è un’attività difficile che richiede un ingente sforzo scientifico tecnologico ed economico.

La ricerca si articola prevalentemente in 3 fasi che si succedono nel tempo:

1. PROSPEZIONE GEOLOGICA: è la prima fase della ricerca, che permette di verificare se in una determinata area si siano sviluppate le condizioni necessarie ed essenziali per la generazione di Idrocarburi (Naftogenesi) e il loro accumulo. Le attività principali consistono in rilevamento geologico di superfice, analisi di carte geologiche, immagini da satellite, studio dei dati di sottosuolo dei pozzi perforati nelle aree limitrofe, in modo da ricostruire la storia geologica.

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2. PROSPEZIONE GEOFISICA: è la fase che consente di individuare la presenza in profondità di situazioni geologiche (le cosiddette “trappole”) meritevoli di essere esplorate tramite la perforazione di un pozzo. La metodologia più usata è la “Sismica a Riflessione” che utilizza onde elastiche generate in superficie con mezzi meccanici chiamati “Vibratori”. Attraversando i vari strati di terreno le onde vengono riflesse e registrate in superficie da sensori (chiamati Geofoni). Le registrazioni, opportunamente interpretate, consentono di ricostruire il panorama geologico al di sotto della superficie terrestre. Quest’attività non ha nulla a che vedere con i terremoti e non causa danni all’ambiente.

3. SINTESI GEOLOGICA GEOFISICA: è la fase che raggruppa le conoscenze acquisite e permette la ricostruzione dettagliata del sottosuolo, con l’individuazione dell’area meritevole di essere esplorata con uno o più pozzi. In caso contrario il progetto viene abbandonato e l’area rilasciata.